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Più si è vecchi, più si è belli



Avendo passato da poco i 35 anni mi chiedo, a volte, come sarà la seconda metà della vita. Mi piace guardare i volti di queste persone incontrate lungo il cammino e pensare che il bello deve ancora venire. Perché no?


Il passare degli anni, e allo stesso modo il mio cammino, dovrebbero essere un elogio alla lentezza, all’attenzione, alla gentilezza. Basti pensare al nome stesso, adagio. Per usare la definizione del vocabolario a me più caro, Una Parola al Giorno:


Adagio: è una parola di spirito dolce. Dipinge una lentezza calma, rilassata, priva di affanno. Come avverbio dona al verbo una sfumatura serena, e conferisce alle frasi un tono piuttosto alto e distaccato: pensiamo al camminare adagio, all’invitare ad andare adagio con gli insulti.


Ha anche delle belle sfumature di accortezza e cautela: pensiamo al procedere adagio nel parcheggio, o al maneggiare adagio una ceramica preziosa.


Allo stesso modo, in musica, l’adagio diventa misura del tempo, capace di trasmettere un’andatura tranquilla ma non lenta in modo solenne.




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