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Rami come radici

“Nessun albero può crescere fino al paradiso se le sue radici non scendono fino all’inferno.”

Carl Jung - Aion: ricerche sul simbolismo del sé.









A Palermo, vicino al porto vecchio, si vede un albero alto e solenne. Viene dall'Australia e sa di albero saggio. Fa crescere le sue radici dai rami e poi le lascia a penzolare. Quando queste toccano terra le fa diventare nuovi tronchi e, così facendo, può sostenere il peso enorme del suo fusto. Stargli accanto è impressionante. Ti fa sentire piccolo e in qualche modo indefinito. È come ritrovarsi a camminare in una giungla giurassica.


Guardandoli da vicino, i rami di quest’albero sembrano le zampe di un grande pachiderma.





Quest’albero, che ha imparato a sopravvivere nella foresta tropicale, è un perfetto esempio di come ritrovare l’equilibrio. Cerca il cielo e allo stesso tempo il suolo sotto ai piedi. Si ricorda di mettere radici per sostenersi.





In questo viaggio cerchiamo le radici di quello che siamo e il legame nascosto con la terra sotto ai nostri piedi. Come affondiamo i rami nel terreno per raggiungere il cielo?


Siamo all'inizio di un viaggio a piedi di 700 km, la prima parte del Cammino Adagio, un esperimento di reportage in movimento alla ricerca delle storie nascoste nel paesaggio.


Prendiamo un bel respiro, assorbiamo linfa vitale e facciamo il primo passo.

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